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27 Agosto 2018

La Basilicata Esiste! (e anche la Puglia)

Matera, capitale europea della cultura 2019, è una destinazione mai toccata, né per svago né per lavoro. Così interna, lontana dai soliti itinerari eppure bellissima, per la storia che racchiude e l’effetto scenico. 

Complice un calendario delle festività favorevole, ho organizzato l’ennesimo viaggetto che con tre giorni mi ha consentito di visitare Bari, Matera e, sulla strada del ritorno, Alberobello e Polignano.

Bari

La Puglia è da sempre nel mio cuore, tranquilla, curata, bella e naturale. Bari è una città che vive un’epoca felice, con Bari Vecchia restituita ai Baresi e ai turisti, un lungomare tra i più belli d’Italia e il Castello Svevo convertito di recente in polo museale ed espositivo.

Volo comodissimo da Bologna, noleggio auto in aeroporto con Avis (ricordate di stipulare l’assicurazione aggiuntiva per azzerare le pesanti franchigie!) e Palace Hotel per essere vicino al centro storico ad un costo contenuto e con parcheggio (un po’ vecchiotto ma con tutti i servizi).

Il Castello Svevo merita la visita interna: affacciato su una delle piazze principali, ai bordi di Bari Vecchia, domina con la sua imponenza ed è ottimo sfondo per foto artistiche. Il castello sorse nel 1131 su pre-esistenti abitazioni bizantine e, dopo diverse destinazioni d’uso, è divenuto polo museale nel 2017. I bambini entrano gratis e vale la pena visitare le sale ricche di reperti e storia antica, nonché le mostre temporanee allestite. In questo periodo ci sono la mostra Giuseppe Carta: Epifania della Terra e la mostra Mun Bam: San Nicola dei bambini e delle bambine. Purtroppo non c’era molta gente e ti domandi perché perle come questa non abbiano l’attenzione che meritano.

Bari Vecchia è una delizia, non solo per la Cattedrale e la Basilica di San Nicola, ma per i vicoli, le orecchiette e loro… i Baresi veri, quelli che hanno più di 60 anni e impastano le orecchiette quasi per la strada. In una bella giornata di sole il consiglio è perdersi per le strade, i sotto portici, le piazzette e i negozietti: si rischia di scovare scorci bellissimi, tranquilli e colorati. Quando ci siamo fermati a mangiare la cameriera ci ha raccontato che fino a un decennio fa la zona del porto era off limits a causa del contrabbando e del malaffare che imperava. Poi, qualche anno fa, gli eventi hanno portato ad una riqualificazione dell’area e adesso il centro storico, magari molto turistico, è la rappresentazione migliore delle tradizioni baresi. Io ho trovato una città pulita, ordinata, con tanti profumi e rumori domestici, orecchiette splendide in vendita per la strada e casette ben tenute. E un Barese doc che, dopo aver detto un “Noooo!” chiusissimo, ha inanellato una dopo l’altra una serie di frasi in dialetto stretto di cui non ho capito assolutamente niente… se non che era felice!

La Cattedrale di San Sabino è dentro Bari Vecchia, risale al XII-XIII secolo e si trova sulle rovine di un duomo bizantino e di una pre-esistente chiesa del VI secolo.  Lo stile è il romanico pugliese dalle linee pulite e solenni e un vero tesoro è la cripta sottostante dove è possibile visitare i resti dell’antico Duomo con una parte del mosaico a terra, i resti di una via di epoca romana e le vestigia di due chiese di epoca bizantina.

La Basilica di San Nicola è altrettanto imponente, si apre in una piazza piuttosto ampia vicina al lungomare ed è considerata (leggevo) uno degli esempi più significativi del romanico pugliese. Risale al 1100 circa ed è legata alle reliquie di San Nicola, trasportate da marinai baresi dalla città di Myra (Licia) il 9 maggio 1087. Io sono rimasta impressionata dal soffitto intagliato e dorato e dal ciborio, soprastante l’altare, che pare sia il più antico di Puglia (risale al 1150). La cripta è molto suggestiva, con bellissime colonne a correre sormontate da capitelli romanici, mosaici a terra di antica fattura e una zona dedicata al culto ortodosso.

Non mancate di fare una passeggiata sul lungomare di Bari, uno dei più belli d’Italia, e prendere un bel caffè con qualche dolcetto al Martinucci Laboratory in piazza Mercantile.

Matera

Lasciata Bari è stata la volta di Matera, a circa un’ora di statale poco trafficata e ben tenuta. Purtroppo non ho trovato un hotel in centro città e col senno di poi lo sconsiglio: molte zone sono ZTL e non è molto comodo girare con la valigia al seguito, soprattutto se piove. Al massimo posso raccomandare la zona nord vicino piazza Vittorio Veneto oppure via Lucana che delimita il centro a ovest. Consigliatissimo il parcheggio di Via Vena per lasciare l’auto, vicino al castello e sul limitare della ZTL. Il centro si gira tutto comodamente a piedi: il Sasso Barisano a nord, più ricco di negozi, ristoranti e abitazioni e il Sasso Caveoso dove si trova il maggior numero delle chiese rupestri e degli esempi di case tradizionali. La cucina lucana vanta sapori forti e io ho scelto di provare un paio di ristoranti che, accanto ai piatti tipici, potessero offrire una propria interpretazione: Baccanti e Vitantonio Lombardo. Entrambi si trovano a sud-est del Sasso Caveoso, in via Madonna delle Virtù: Il primo è un ristorante conosciuto, in un sasso ben tenuto e piuttosto ricco nel menù; il secondo è l’unico stellato Michelin della Basilicata, in un sasso elegante e accogliente, con un menù interessante che fonde sapori locali ed estro dello chef.

La bellezza di Matera credo sia al suo massimo in una giornata invernale di sole: l’aria tersa permette di apprezzare le casette bianche di calcarenite, il profilo della città e il vicino parco della Murgia Materana. I Sassi, case grotta scavate nella roccia, sono stati nominati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1993 e Matera è una delle città abitate più antiche al mondo. La storia di Matera è affascinante e là proprio tutti ve la racconteranno: i Sassi hanno ospitato l’uomo fin dal Paleolitico e nel tempo sono divenuti abitazioni a tutti gli effetti, un intreccio di grotte, vicoli, cunicoli e chiese rupestri perfettamente integrati al contesto naturale. Nel 1952 il governo De Gasperi decretò l’evacuazione del rione Sassi per le condizioni di vita inadeguate e non igieniche e tutti gli abitanti furono traslati nelle nuove case popolari costruite appositamente. Col tempo i Sassi divennero luogo di degrado, ma nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero del rione e delle case grotta; poi nel 2004 Mel Gibson ci ambientò il film La Passione di Cristo e il mondo riscoprì le bellezze di una città antica di più di 2000 anni.

 

Per poter visitare tutto con una certa calma sono necessari un paio di giorni, di cui una parte spesa a vagabondare tra vicoli, scale e piazzette.

Una delle bellezze principali sono le chiese rupestri, risalenti all’Alto Medioevo, quando gli ordini monastici iniziarono ad insediarsi nel territorio. Le chiese sono scrigno di tesori inestimabili, di alto valore artistico e testimoni del progresso culturale della comunità materana. Sarebbero da visitare tutte e vi imbatterete in molti di questi luoghi durante il vostro itinerario turistico. Io consiglio di fare il biglietto cumulativo per visitare alcune delle principali: Madonna De Idris/San Giovanni in Monterrone, Santa Lucia alle Malve e San Pietro Barisano; il costo è irrisorio per la bellezza che vi attende e i biglietti si acquistano in loco senza troppa coda. La prima è la chiesa scenografica, per metà scavata nella roccia, dal cui belvedere si può ammirare il Sasso Caveoso. La seconda fu il primo insediamento monastico femminile e risale all’ VIII secolo; vanta affreschi meravigliosi (no foto/no video) che hanno più di mille anni e perfettamente conservati grazie alla tecnica particolare di realizzazione. Vi segnalo la Madonna del Latte, San Michele Arcangelo, l’Incoronazione della Vergine e Santa Lucia e vi lascio qui il link ad una pagina dove è ben descritto cosa vi attende (qui il sito).

Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci sono chiese oggi adibite a mostre ed eventi culturali e per tutto il 2019 ospiteranno la mostra Dalì: La Persistenza degli Opposti, curata dalla società Dalì Universe. Eh sì, perché quest’anno ci sarà un dono aggiuntivo: circa 200 opere dell’artista catalano in una esposizione suggestiva e diffusa, con una scenografia coinvolgente e una colonna sonora evocativa (qui il link per le informazioni). Ho pubblicato tantissime foto sul mio profilo Instagram della mostra e non sarebbero mai abbastanza per trasmettere il mio stupore e la commozione… messaggi sublimi che arrivano all’anima e in un certo senso fanno sorridere. Spendete due ore del vostro tempo e non dimenticate di ammirare il contesto perché sarà unico.

Ci sono diverse case visitabili, ma la casa grotta di Vico Solitario nel Sasso Caveoso è la meglio allestita per conoscere quali fossero le condizioni di vita nei Sassi prima dell’evacuazione. E’ stata abitata fino al 1957 da una famiglia di 11 persone ed è quasi un unico ambiente, con un letto molto alto per combattere l’umidità della notte, una cucina in muratura essenziale, un telaio per tessere le proprie stoffe, un angolo per la stalla degli animali, un unico piatto per sfamarsi… Una visita piuttosto veloce ma suggestiva (e non dimenticate di visitare l’adiacente neviera, usata ovviamente per la conservazione della neve non solo per fini alimentari).

Raggiungete la Cattedrale verso il tramonto: offre una splendida vista sul Sasso Barisano e regala scorci pittoreschi. Risale al XIII secolo e poggia sui resti di un antico monastero benedettino. E’ in stile romanico pugliese, è dedicata alla Madonna della Bruna e all’interno si può ammirare un bellissimo presepe in pietra del 1534, oltre ad affreschi meravigliosi.

Per finire due particolarità: il Palombaro Lungo che si trova a nord, zona piazza Vittorio Veneto, e che è una grandissima cisterna scavata sotto terra adibita alla raccolta d’acqua che veniva poi distribuita alle case con un complesso intreccio di canali e la Cripta del Peccato Originale, poco fuori città, che non ho potuto vedere (si deve prenotare la visita con molto anticipo, online o telefonicamente).

Sicuramente d’estate vale il viaggio la visita al Parco della Murgia Materana: situato a est dei Sassi offre una veduta privilegiata sulla città e nasconde tesori stupendi di case grotta e chiese rupestri. Purtroppo dicembre non è la stagione migliore!

Alberobello e Polignano

Per tornare a Bari prendete per Alberobello e risalite passando per Polignano; sono piccole deviazioni che vi faranno vedere scorci di un’Italia bellissima e unica. In realtà si possono vedere i trulli in tutta la zona di Alberobello, ma visitare il rione Monti è il modo più immediato per farsi un’idea di queste costruzioni che nacquero come ricovero temporaneo o deposito per gli attrezzi agricoli. Oggi molti di questi trulli sono destinati a negozi, ristoranti o b&b e alcuni possono essere visitati per comprendere lo stile di vita di una volta. Se vorrete trattenervi a pranzo arrivate per tempo o prenotate: si rischia di restare senza cibo perché verso le 14,30/15,00 i ristoranti chiudono senza pietà! Io ho assaggiato un abbondante e ottimo piatto di orecchiette alla ricotta pugliese, ma anche la burrata è da svenire e tutta la carne alla griglia! Consigliato il parcheggio Alberobello Centro Storico: sembra di entrare in un uliveto privato, ma è grande e proprio in centro.

Polignano è una piccola bomboniera molto frequentata e il periodo natalizio è uno dei più felici per coloro che amano le luminarie. Penso siano tra le più belle d’Italia e per entrare dall’Arco Marchesale nel centro storico allestito occorre un biglietto. L’orario migliore anche in questo caso sarebbe poco dopo il tramonto, perché si vedono già le luci ma restano i profili di edifici e rocce. La quantità di gente è inimmaginabile e lo spettacolo impressionante.

Riassumendo: la Basilicata esiste e Matera è un tesoro unico al mondo; la Puglia è una perla incastonata fra due mari e vale le vacanze!

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