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3 giugno 2018

Visitare Sofia: tutte le informazioni utili

Sofia, la capitale europea di cui non si sa molto, è coinvolgente. Questa è la notizia.

Ho scelto di visitarla perché, conoscendo già Praga e Budapest, volevo esplorare la capitale dell’est che meno delle altre è stata “occidentalizzata”. Ho trovato una città ricca di contrasti, dove accanto all’iPhone ultima generazione ci sono ancora botteghe di bottoni e filo di lana, dove si respira una storia lunga millenni e dove l’arte e la cultura sono diffuse sul territorio in maniera liquida.

Prima di addentrarmi in una mini guida a ciò che mi è piaciuto e consiglio di visitare, vorrei scrivere un post di servizio, con quelle informazioni che avrei voluto trovare online tutte insieme (stavolta non ho cercato una Lonely Planet per mancanza di tempo!).

Come arrivare

Ci sono diversi voli low cost diretti dall’Italia, sia con Ryanair che con Wizzair; ho volato con Wizzair per il ritorno e sinceramente mi sento di consigliarlo come vettore aereo, sia per la comodità della cabina che per la celerità nelle operazioni di imbarco. Ci sono due terminal all’aeroporto e la metro serve solo il terminal 2, ma c’è uno shuttle gratuito che porta da un terminal all’altro. Io di solito per i trasferimenti da/per l’aeroporto, salvo Paesi particolarmente onerosi, scelgo un servizio di shuttle privato, collettivo o individuale, organizzato o meno con l’hotel in base alla disponibilità. In questo caso, come per Praga, ho utilizzato il servizio PlusAirportline.com, consigliato da Ryanair, ma non legato a questa compagnia. Il costo è stato molto simile a quello di un taxi, 18 euro A/R, e in loco si appoggia al servizio OK Supertrans, taxi molto diffusi a Sofia. Magari, prima di fare la prenotazione, potete verificare se il vostro hotel prevede il servizio di transfer (in alcuni casi gratuito).

Cambio moneta

La Bulgaria, anche se fa parte dell’Unione Europea e non necessita di visti per l’ingresso, ha mantenuto la propria moneta nazionale che è il Lev bulgaro (BGN) e che a oggi ha un cambio di 1,9557 BGN per 1 euro (leva al plurale). Risulta perciò molto semplice la conversione, perché basta dividere i valori per due.

Il consiglio è di non cambiare soldi all’aeroporto né di ritirare con il bancomat perché di solito viene applicato un tasso poco favorevole, seppure ufficialmente senza commissioni. Se trovate cambi fra 1,90 e 1,95 può andare, quindi evitate Western Union e affini. Io per 5 giorni scarsi ho risolto cambiando piccole cifre quasi sempre nella hall dell’hotel che aveva un tasso di 1,90, ma vi consiglio un piccolo ufficio di cambio, nella traversa Ul. William Gladstone, subito all’angolo con Vitosha Boulevard, la via dei ristoranti e dei negozi (cambio a 1,95).

Come muoversi

Il centro di Sofia è relativamente piccolo, perciò avrete limitata necessità dei mezzi pubblici se resterete in città.  In ogni caso, vi converrà prediligere la metropolitana perché, non solo è moderna, ma prevede tutte le scritte anche in inglese. I bus, per quanto dotati di una rete estesa e piuttosto funzionante, hanno tutte le scritte in solo cirillico e gli annunci vengono fatti solo in bulgaro.

Ci sono due linee di metro, la M1 rossa e la M2 blu, ma fate attenzione perché le linee si biforcano. C’è da dire che, salvo andare in aeroporto, farete dei tragitti così brevi che il problema non si porrà.

Il biglietto costa 1,60 leva (circa 80 centesimi di euro) e non può essere comprato in anticipo: vale solo per una corsa, dal momento dell’acquisto, per 30 minuti.

Per gli autobus il biglietto si fa con l’autista ma deve essere obliterato (ci sono delle buffe macchinette arrugginite dove si infila il biglietto e si schiaccia poi a mano una levetta per farlo forare).

Non ho avvertito una forte necessità del taxi, ma ce ne sono tantissimi a tutti gli angoli delle strade e costano poco per i nostri standard (circa 8/9 euro per mezz’ora). Unico consiglio, fate attenzione a non prendere taxi abusivi; quelli regolari li riconoscete perché hanno scritto OK Supertrans sulla fiancata.

Dove dormire

Ci sono molti hotel nella zona centrale, anche diversi boutique hotel carini e leggermente defilati. Io ho dormito al Central Hotel Sofia, un 4 stelle vicino al centro, a circa 8 minuti dalla metro Serdika (segna il punto nevralgico della zona turistica). Il quartiere è abbastanza tranquillo, pieno di servizi e negozi, le camere sono nuove, pulite, dotate di TV, minibar e ottimo Wi-Fi e sono perfettamente insonorizzate. Il personale è piuttosto gentile e parla correntemente inglese (che là non è poco!). Il costo della vita in Bulgaria è nettamente inferiore all’Italia, perciò per 5 notti ho speso 290 euro per pernottamento e prima colazione (anche se tutte le mattine ho fatto colazione fuori in posticini deliziosi). Girovagando per le strade del centro sono passata anche davanti al Rosslyn Thracia Hotel Sofia in Ul. Solunska: era una alternativa valida che avevo considerato e mi ha fatto un’ottima impressione, in zona perfetta, tranquilla e centrale.

In generale, il consiglio è di restare nel centro, fra Boulevard Hristo Botev e la Cattedrale di Aleksandar Nevski.

Lingua

La lingua ufficiale è il bulgaro e usano l’alfabeto cirillico; il che vuol dire che non riuscirete a comprendere niente. Io ho risolto un po’ attivando sullo smartphone la tastiera cirillica e tenendo sempre aperto il traduttore bulgaro/italiano. Può sembrare una sciocchezza, ma tenete presente che ovunque è scritto quasi tutto in cirillico, fatte salve le marche internazionali o le targhe nei luoghi turistici (ma non sempre!). Se entrate in un department store niente sarà in caratteri latini, neanche la parola “cassa”, il nome delle strade è sempre in cirillico con sottostante traduzione, ma per esempio sugli autobus e alle fermate è tutto solo in cirillico. I cartelli stradali che indicano direzioni, autostrade e simili sono invece bilingue.

L’inglese non è molto diffuso, neanche nei luoghi turistici, e tante volte, pur usando caratteri latini, le scritte sono solo in bulgaro.

In generale però si affronta come qualsiasi altro posto: un po’ in inglese e un po’ a gesti si riesce a farsi capire ovunque e le persone sono disponibili come in tutti i luoghi, con quelli più gentili e quelli più scostanti. Magari c’è ancora poca abitudine al turismo e quindi a considerarlo come una ricchezza, ma è una sensazione dopo soli 5 giorni.

Sicurezza

La città è sicura e non desta preoccupazione girare da soli a tarda sera. Non sono evidenziati problemi con borseggiatori e anche nelle strade minori non si avverte il pericolo. C’è solo da stare attenti come in ogni posto.

Una cosa che mi ha colpito è la presenza dei mendicanti. Certo, ci sono come in tutte le città, ma là avverti che hanno fame, la vera fame. Qualche volta, mentre ero a mangiare all’aperto, mi è capitato di veder arraffare con le mani il cibo avanzato nei piatti, prima che fossero portati via. E no, in Italia ti chiedono l’elemosina, e magari è anche vero, ma quando vedi un disperato che non ti chiede niente, mette i resti del tuo cibo in una busta di plastica, si apparta e mangia famelicamente in un minuto netto, no… è diverso.

Nei luoghi turistici e di culto ci sono tante persone a controllare: che tu rispetti le regole, che tu abbia pagato il biglietto, che tu non dia fastidio; l’ho presa come una cosa positiva.

Cibo

Stavolta non ho fatto un super tour gastronomico, ma in generale è una cucina che risente di diverse influenze, turche in primis.

D’estate, zuppe a parte, potete gustare la Shopska Salad fatta con pomodori, cetrioli, formaggio e rakia, la banitsa (pasta fillo ripiena di formaggio, uova e burro), lo yogurt bulgaro con miele e noci e la baklava con miele e frutta secca (infatti già mangiata a Istanbul).

Ho da consigliarvi due posticini per fare colazione o una pausa golosa. Il primo è il Bistro 16, in Ul. Pirotska 16, nella zona pedonale. Si trova all’interno di una corte, ma se ci fate caso c’è una piccola insegna. E’ gestito da una ragazza che parla inglese, serve 2/3 tipi di dolci e 2/3 tipi di spuntini salati, caffetteria e selezione di tè. Si tratta di un’oasi tranquilla, dove vedrete i Sofioti rilassarsi e un paio di botteghe tradizionali.

L’altro è il Villa Rosiche, in Ul. Neofit Rilski 26. Anche in questo caso fate attenzione, perché il portoncino di ingresso potrebbe passarvi inosservato. Ha più il sapore di una sala da tè mittle-europea, ma è un piccolo giardino delizioso, con un assortimento di torte multistrato impressionante e ottimi piatti salati.

Passeggiando, ho approfittato del forno JoVan – The Dutch Baker: un assortimento di pane, banitsa e dolci da far impazzire per il profumo. Si trova all’angolo fra Ul. Alabin e Ul. Hristo Belchev, vicino al teatro nazionale.

Per una cena con spettacolo folcloristico e musica non mancate The Hadjidragana Tavern in Ul. Hristo Belchev 18, parallela di Vitosha Boulevard. Per i miei gusti un po’ forzato, ma è sempre pieno.

Per piatti tipici in ambiente tranquillo e particolare, andate a Izbata Tavern in Ul. Slavyanska 18: leggermente defilato dal centro, ma sono solo 10/15 minuti a piedi. Servizio gentile e giovane, gusti decisi, conto modesto come ovunque (due piatti con acqua e caffè sui 14 euro).

Infine Vitosha Boulevard è pieno di ristoranti/pub/taverne, anche ben recensiti come Social Cafè Bar & Kitchen e Shtastlivetsa, che è sicuramente più emozionante d’inverno nella sala interna.

Informazioni generali

Le spine elettriche sono quelle tedesche, ma ho usato la nostra spina senza problemi.

Il Wi-Fi in giro non è molto diffuso, ma negli hotel funziona bene.

Con le nuove norme, la vostra tariffa telefonica nazionale è valida per chiamare/navigare anche in Bulgaria, ma la rete 4G in certi luoghi può essere un po’ lenta e a volte mi è capitato di perdere la connessione.

Il giorno di chiusura dei musei spesso è il lunedì e vi renderete conto che, pur essendo gratuito l’ingresso a diversi luoghi di culto, quel che si paga è il diritto di fare foto e video. Intendiamoci, parliamo sempre di 4/5 euro che per certi luoghi pare pure poco.

Cosa aspettarsi

Ho visto tanti turisti spagnoli, tante comitive ma anche tante coppie e gruppi di amici… insomma, un po’ di tutto. Credo sia una destinazione adatta a tutti quelli che non fanno sempre il paragone con casa propria, che sanno adattarsi in certi casi e sbrigarsela anche se non parlano tutti italiano o inglese. E’ sicuramente una capitale più piccola e meno appariscente di Budapest o Praga, ma la sua lunga storia (è la terza capitale più antica d’Europa dopo Atene e Roma) emerge in ogni angolo, in ogni usanza e nello stesso cibo. Ci sono ancora segni di una città che ha sofferto e deve ricostruirsi, edifici “sgarrupati”, botteghe vecchie e contatori a vista con nugoli di cavi rovinati, ma ci sono anche resti perfettamente conservati di una storia gloriosa, affreschi che lasciano senza parole e giardini incantevoli.

E’ una città che si visita in 3/4 giorni a cui si possono aggiungere gite in giornata ad un paio di siti molto interessanti.

Il clima d’agosto? Caldo e asciutto, sopra i 30 gradi di giorno e più godibile la sera.

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